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Quell'anno accademico 49/50

Anno accademico 1949-1950 alla Facoltà di Ingegneria, ramo navale: più
precisamente é il mese di febbraio 1950. Durante un'esercitazione nell'aula di Disegno, una
"matricola", rispondente al nome di Armando Corso, accenna fischiettando un motivo di montagna;
di riflesso gli risponde un suo vicino, tal Gianni Pippo: i due si compiacciono di conoscere un
genere musicale allora cosi poco consueto. In breve fraternizzano e si svelano la comune fonte
di quel sapere, il già famoso Canzoniere del Coro della SAT. Di lì a poco, si uniscono altri due
ragazzi, amici di Gianni, anch'essi appassionati di canti di montagna: si chiamano Luigi Ferrera
e Piero Caselli. A questo punto, al gruppetto viene l'idea di provare a cantare. Per non arrecare
disturbo nei locali dell'Ateneo, ci si dà appuntamento presso una panchina un po' appartata nel
giardino di Villa Cambiaso, sede di Ingegneria; quella panchina, che é tuttora là, diverrà la
prima sede del Coro. ... Sono trascorse solo poche settimane dalla famosa fischiettata e la
panchina é già stretta; così gli amici decidono di radunarsi la sera presso una latteria di Via
Montallegro, sempre nella zona di Albaro, nel cui retro si tengono le prime prove. Di quel locale,
che ora non esiste più, ricorda gustosamente Gianni Capodivacca: "Era una latteria per modo di
dire, sui tavoli circolava solo vino, di latte non ne ho mai visto!" . Si fa la colletta per
l'acquisto di un paio di fiaschi di bianco e si incomincia a cantare. Quando la prova ha termine
- generalmente al raggiungimento del fondo dell'ultimo fiasco - ci si accompagna l'un l'altro
allegramente a casa, sempre sulle ali del canto, quasi a voler prolungare la gioia della serata.
Ma non finisce sempre in questo modo. ... Dove decidono talvolta di riunirsi quei giovani? In
quali.... inconsuete dimore tengono talvolta le loro prove?.....
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