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Già tra i mesi di febbraio e maggio del 1950, alcuni tra i principali quotidiani genovesi
("Il Lavoro", "Il Secolo XIX" e "Il Cittadino") segnalano, fra le righe della cronaca e
senza aggiungere commenti, i primi impegni di una giovane formazione corale; poiché tale
gruppo non ha una precisa denominazione, di volta in volta viene definito "Coro Universitario",
"Gruppo Studenti Universitari" o "Gruppo Alpinisti dell'Università di Genova". Dall'anno
successivo iniziano a comparire anche alcune recensioni giornalistiche.
"La Gazzetta del Lunedì" - Genova 2/6/1952
"Bisogna essere grati ai giovani studenti universitari componenti il Coro del Gruppo
Alpinistico Monte Cauriol per l'audizione di giovedì sera nel Salone del Palazzo Ducale ...
ci hanno rallegrato lo Spirito con uno di quei sempre più rari concerti corali che ci sia
dato occasione di ascoltare a Genova ... l'esecuzione fu commossa ed accorata, accoppiando
ai dettami della tecnica polifonica il sincero cuore degli alpinisti".
"Corriere della Sera" - Milano 10/2/1953
"Autentica rivelazione per gli appassionati che affollavano la sala, il coro genovese ha
affrontato un difficile programma e ci ha mostrato un eccellente affiatamento, un buon
equilibrio di voci e molta delicatezza di esecuzione ... in ognuno si palesò un impegno e
serietà di preparazione davvero rimarchevoli... Il coro canta senza una vera e propria
direzione, il maestro Armando Corso è confuso tra i cantori ... il livello tecnico
raggiunto consente di fare a meno di un direttore al di fuori del complesso ... siamo
convinti che la loro modestia, la loro bravura e soprattutto i profondi sentimenti
montanari li porteranno senza dubbio a sempre migliori affermazioni che auguriamo loro di
tutto cuore". Mario Ponticelli.
"L'Avvenire d'Italia" - Bologna 15/12/1955
"Sono tornati dopo un solo anno a Firenze tutti affiatati come pochi altri cori del genere,
ammiratissimi ed applauditissimi ... non è poco quanto state facendo; ma è pure molto
quanto il vostro esempio può• fare; ... i frutti si raccoglieranno ... siete portatori di
qualcosa di nuovo ... questo deve dare al gruppo il senso della sua superiore responsabilità
culturale".
"Lo Scarpone 1960" - Novara 29/5/1960 - Recensione Concorso "Il Campano d'Argento"
"I liguri hanno presentato una formazione che alle note qualità di fusione, di impasto, di
equilibrio e di poeticità espressiva aggiunge ora una sicurezza e una potenza davvero
ragguardevoli... brillante e autorevole prestazione". Mario Ponticelli.
"Il Secolo XIX" - Genova 10/5/1961
"I ragazzi del Coro Monte Cauriol senza troppo chiasso e senza la minima ombra di
esibizionismo continuano ad accumulare successi. Ieri sera al Politeama Genovese hanno
ottenuto il consueto successo".
"Discoteca" - 15/10/1963 - Recensione LP "I canti della naia"
"Nell'interpretazione del Coro Monte Cauriol le canzoni conservano quella vena di
freschezza e genuinità che è all'origine della loro vita ...... Il coro oltre a un'impeccabile
esecuzione può ascrivere a suo merito il non aver cercato di nobilitare, alterandoli, i
semplici versi nati dalla pura fantasia dei bocia e dei veci".
"Il Lavoro Nuovo" - Genova 1964
"Il Cauriol ora è un grande coro ... possiede uno stile proprio e una singolare maestria".
Pier Luigi Villa.
"Il Giornale di Vicenza" - 28/5/1966
"Al Teatro Olimpico applausi per il Coro Monte Cauriol di Genova ... canti irreprensibilmente
eseguiti dal mirabile complesso con ricercato impegno, disinvolto dominio e con una fedele
trascrizione folcloristica, merito soprattutto dell'amorevole cura dedicata dal Direttore
ed armonizzatore Armando Corso".
C.M. Rietmann (critico musicale) - 1967
"Osservando con attenzione la scrittura polifonica vi si trovano alcuni pregi fondamentali
che denotano un preciso criterio estetico. Una semplicità popolare che venga troppo
elaborata può trasformare il canto in un divertimento colto privandolo della sua
schiettezza. D'altro canto il "concerto" delle voci richiede ... un gioco d'incontri più
estroso e ricco di quanto non sia in origine la semplice esecuzione a quattro parti. La
mediazione intelligente rispetta il carattere di fondo allargandone la risonanza, una
specie di decoro tecnico che tipicizza il complesso. Proprio in questo maggiore respiro,
nell'allargamento degli interessi e nella libera invenzione dalla coralità, noi vediamo la
netta distinzione del Cauriol da altri complessi analoghi".
"Il Nuovo Cittadino" - Genova 3/12/1968 - Prima edizione del Canzoniere
"Era da molto tempo che si attendeva una pubblicazione simile: non la solita raccolta
priva della parte musicale e imprecisa nel testo, ma un libro vero e decoroso cioè una
raccolta organica del vasto patrimonio dei canti popolari più conosciuti ... Il Canzoniere
viene oggi a colmare questo vuoto".
"Il Secolo XIX" - Genova 3/12/1968 - Prima edizione del Canzoniere
"Un'opera che riesce stimolante tanto per il semplice appassionato, quanto per il lettore
esigente: prefazione, note, riproduzioni, testi musicali si completano in un panorama
organico di notevole respiro espositivo e di adeguata veste editoriale".
"Il Corriere Mercantile" - Genova 21/2/1975 - Concerto al Politeama Genovese
"In un campo dove è molto facile cedere alle mode, essere tentati dalle commercializzazioni,
rinunciare alla coerenza in favore di più facili improvvisazioni, il complesso genovese ha
saputo essere fedele allo spirito più genuino che anima le canzoni. Ma ciò è stato
possibile grazie all'appoggio determinante del pubblico, che ha saputo sempre apprezzare
questa linea rigorosa e ha sostenuto con il suo calore l'attività del coro".
"La Stampa" - Torino 25/2/1977
"L'altra sera il direttore di sala ha dovuto chiudere i cancelli del Piccolo Regio in
anticipo per evitare il sovraffollamento: era di scena il Coro Monte Cauriol, una vecchia
istituzione genovese diretta da Armando Corso, che ha in repertorio canti popolari di tutta
Italia e li esegue con gusto, vivacità e grande freschezza. Inutile dirne il successo e le
ripetute richieste di bis".
"Il Secolo XIX" - Genova 15/4/1980 - Recensione LP "I canti maledetti"
"Gli estimatori del Cauriol, sparsi in tutta Italia, possono comunque stare tranquilli. I
"ragazzi" non hanno gettato gli scarponi, non sono scesi a valle convertiti ad altri generi.
Hanno soltanto voluto cimentarsi, in occasione del loro 11° disco, su un versante per così
dire insolito. Insolito ma non certo precluso ad una professionalità come la loro che può
permettersi di tutto. Per il resto, di montagna si sono nutriti e con la montagna
continuano".
"La Sesia" - Vercelli 2/9/1980 - Inaugurazione Capanna Margherita/Monte Rosa
"Il Coro genovese Monte Cauriol, malgrado la fatica che hanno dovuto sopportare i suoi
componenti per salire fin quassù, malgrado la quota che influisce particolarmente sul
fiato, ha dato il meglio di sé stesso e numerose lacrime sono comparse sul viso dei
presenti".
"L'Arena" - Verona 29/9/1981
"Una indicazione estremamente interessante è venuta dal Monte Cauriol di Genova, soprattutto
per qualche abbozzo, come dire?," di teatralizzazione": anziché‚ presentarci un semicerchio
statico, il maestro Corso ha infatti continuamente "mosso" il coro, ora con lo spostamento
dei suoi elementi, ora con la creazione di due cori, ora con un tentativo di mimare
l'azione cantata ("Eravamo quattro fratelli"), enucleando appunto dall'insieme i
protagonisti della canta".
"Giornale del Popolo" - Lugano 23/10/1982
"Il Coro Monte Cauriol di Genova, roccioso nonostante la provenienza marinara ... presenta
un'identità interpretativa ben definita, uno stile inconfondibile che ha fatto scuola.
Insomma un coro di maestri del canto popolare, e al Palacongressi hanno dimostrato una
preparazione vocale e tecnica veramente fuori dal comune ... una seria riproduzione del
folklore più autentico per lo più arrangiate dal coro stesso ... una gamma tonica e vocale
di assoluto pregio ... Sono emersi sia la qualità dei singoli quanto, soprattutto, il
perfetto affiatamento e la magistrale armonizzazione... Voci pastose, ricche, tecnicamente
bene impostate e capaci di assurgere ad assieme di notevole fascino".
"Alto Adige" 11/3/1986 - Concerto di Rovereto
"Il Cauriol ha esibito una vocalità levigatissima, un fraseggio accurato, una misura
interpretativa calibrata e viva".
"Coralità" - Federazione Cori del Trentino maggio 1986
"Il Monte Cauriol: un coro annoverato a buon diritto tra quelli "storici", un coro che non
solo ha accolto in pieno, assimilato e fatto suo il messaggio della SAT ma che a sua volta
si è saputo fare agente primo di diffusione, artefice originale di una parte della
tradizione. Non è un caso se le "sue" armonizzazioni vengono accolte da molti cori
trentini. Non è un caso. E trova un significato immenso quando ci si soffermi a considerare
che il Monte Cauriol viene da una terra, la Liguria, in riva al mare".
"Il Giornale di Vicenza" - Vicenza 20/10/1987
"le referenze del Monte Cauriol, segnalato ai primissimi posti in campo nazionale ed
internazionale, ad Arsiero sono state testimoniate da una lunga serie di esecuzioni
impeccabili, splendidamente armonizzate ... oltre 200 canti nel repertorio del Cauriol,
in gran parte ricostruiti e arrangiati ... Non a caso il Monte Cauriol è fra i più fertili
esecutori di classici della tradizione alpina".
"La Montagna" - Istituto Geografico De Agostini Vol. III: "Cori alpini"
"In posizione autonoma, seppure con agganci notevoli con quelle che si possono considerare
scuole (Pigarelli ed altri) ci sono i Cori Monte Cauriol di Genova e la Camerata Corale la
Grangia di Torino, anch'essi sorti negli anni '50".
"Il Biellese" - Biella 20/11/1990
"La prestazione del Coro Monte Cauriol è stata trascinante ed ha coinvolto il pubblico per
il modo con il quale il coro esegue i canti alpini o popolari ... Una conferma della fama
acquisita in 40 anni di vita. Repertorio personalizzato, esecuzioni di tipo spontaneo con
tanto cuore, sentimento, entusiasmo, prive di eccessive elaborazioni che stravolgono i
significati. Tecnica di canto ottima, nessun esibizionismo. Canto popolare insomma e ben
interpretato. Un messaggio che i presenti hanno recepito creando un legame di simpatia ed
approvazione con il Coro. Merito certamente di un Direttore quale è Armando Corso.
Un personaggio a sé che riesce ad emergere in campo musicale, come solista di jazz,
direttore di quattro complessi corali e poeta in campo letterario. la sua direzione, anche
gesticolante, è pervasa da forti emotive sensazioni che trasmette a coristi ed
ascoltatori".
"Il Lavoro" - Genova 22/12/1990
"Non capita a molti di riempire un teatro senza altri annunci dello spettacolo che qualche
manifesto sui muri. Ed è ancora più raro che una rappresentazione coinvolga talmente il
pubblico da farlo partecipare in prima persona all'azione in corso sul palco. E quanto
accaduto giovedì sera al Margherita. Era di scena il Monte Cauriol. Il concerto coincideva
con il quarantennale della nascita del Gruppo".
"Il Secolo XIX" - Genova 8/12/1991
"Il Carlo Felice si apre al folk ... un primo passo verso quell'utilizzazione non soltanto
lirica del grande contenitore ... Il Cauriol vive l'evento come il riconoscimento di 40
anni di attività, spesi a scavare le espressioni culturali più autentiche ... dove folk
significa ricerca seria e faticosa dell'autenticità".
"La Gazzetta del Lunedì" - Genova 16/12/1991
"Un trionfo corale. Anche la platea ha cantato, intonando nel finale "Ma se ghe penso".
Concerto riuscitissimo (il pubblico ha preso d'assalto il teatro... clamoroso tutto
esaurito) realizzato con il preciso intento di rinsaldare il rapporto con Genova in quella
struttura che piano piano (grazie anche ad occasioni come questa) si sta trasformando in
uno dei cuori pulsanti della città".
"L'Abbraccio" V/93 (organo dell'Ass.ne Famiglie recupero ex tossicodipendenti)
"Il concerto del Coro Monte Cauriol alla Comunità di Mulinetti è stato un benefico gesto
di solidale affetto per i nostri giovani impegnati a fondo nel riacquistare la pienezza di
quei valori indispensabili per un vivere civile ... un gesto d'altruismo che fa parte del
modo di essere di coloro che amano la montagna ed i suoi canti".
"Il Giornale" - Genova 29/3/1994
"Il Cauriol va sott'acqua. Un messaggio di solidarietà e, insieme, un primato da "Guinness"
per celebrare una giornata (il 4 aprile, Pasquetta) dedicata alla pace: il Coro Monte
Cauriol si immergerà a bordo del sottomarino Tritone II nelle acque antistanti S. Fruttuoso
di Camogli per omaggio al Cristo degli Abissi. E' la prima volta che un coro di montagna
si esibisce in un fondale marino".
"L'Alpino Imolese" - IV/1997 - Recensione del Canzoniere
"Questa seconda edizione, altrettanto interessante, più ricca, più completa, riporta alla
lettera nella prefazione i medesimi concetti espressi quasi 30 anni fa sul canto popolare,
i canti di montagna, dei soldati, degli alpini, con tutte le trasformazioni, sovrapposizioni,
adattamenti, armonizzazioni apportate dall'uomo, dalle circostanze, dall'ambiente, dalla
mentalità. E ciò testimonia la convinzione dei curatori nell'aver visto giusto quando
espressero il loro pensiero in occasione della prima edizione ... Il Canzoniere del Coro
Monte Cauriol deve quindi considerarsi un'opera completa non solo perché comprende anche
spirituals, canti dedicati all'amore, al folclore, canti natalizi, ma anche perché di ogni
canto propone il testo, l'armonizzazione e notizie storiche sulle sue origini".
"La Gazzetta del Lunedì" - Genova 2/8/1999
"Non saranno le volte, non più dorate, ma pur importanti del Carlo Felice a far risuonare
canti antichi e nuovi del Monte Cauriol. Il noto Coro genovese avrà uno scenario ancor più
solenne, i monti della Val d'Aosta. Nel quadro del gemellaggio turistico culturale tra la
nota località montana e Genova, per i cinquant'anni di vita del coro si realizzerà una
simpatica iniziativa: verrà intitolato al Coro genovese in Val Ferret un sentiero
attrezzato".
"Il Corriere Apuano" - Pontremoli 11/12/1999
"Spettacolo di straordinario livello... un canto che non si fermava al suono delle note,
ma che interpretava quelle note cercandone il vero significato, le radici, il motivo della
loro creazione e del perché‚ venivano cantate ... Tecnica di canto fuori dal comune,
continuamente curata, che permette cose incredibili che vengono eseguite con naturalezza
da brividi ... Brani così celebri che sembrano senza tempo, brani che interpretano non
solo la pace delle immense solitudini dell'alta montagna, ma anche i pensieri, le
aspirazioni, i ricordi di chi, nel passato, in quelle montagne ha vissuto ed ha composto e
cantato queste canzoni ... Rigore filologico ... Logica rigorosa di rispetto del testo,
della musica e dell'ascoltatore".
"L'Alassino" - Alassio 15/1/2000 - Concerto ad Alasso
"Superba serata giovedì 6 gennaio nella Parrocchia di S.Ambrogio in occasione del concerto del Coro Monte Cauriol di Genova, in una chiesa letteralmente gremita da un pubblico appassionato ed attento. Il complesso genovese ha entusiasmato il pubblico con un nutrito e scelto repertorio, ulteriormente arricchito da brani a richiesta, coinvolgendolo con canti popolari e d'autore. Al Maestro Corso il piacere di firmare la tradizionale "Piastrella" che quanto prima, assieme ai molti altri nomi prestigiosi, farà bella mostra di sé sul nostro "Muretto"."
"Il giornale di Sondrio" - 21/5/2000 - Concerto a Chiavenna
"Apprezzatissima dal pubblico l'esibizione del Coro Monte Cauriol, coro dallo stile inconfondibile, dalle splendide armonizzazioni, dal repertorio di stampo popolare. Il Cauriol si richiama ad un'idea di canto spontaneo, molto apprezzata al pari della particolare verve scenica del gruppo, grazie soprattutto al suo direttore ArmandoCorso."
"Sei nappine" (giornale del gruppo Ana di Genova Centro) - VIII/2000
"Sarà forse la magia del canto all'aperto in una sera stellata che ci fa sottolineare la struggente bellezza spirituale che il Coro sa comunicare e che permane in noi ben oltre lo spazio di una sera…Grazie, di cuore, Monte Cauriol!".
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